IL PROGETTO GENERALE

La competizione di menti libere e informate

Alan Cromer in un suo brillante libro sulle peculiarità delle origini e dello sviluppo del pensiero scientifico nella civiltà occidentale espone (con ricchezza di argomenti) la seguente tesi: la conoscenza scientifica non scaturisce da una naturale inclinazione della mente umana, ma anzi la mente umana, naturalmente egocentrica, deve essere educata per acquisire una mentalità scientifica; la ricerca della verità nasce dalla “competizione di menti libere e informate”, non è frutto di intuizione, né di imposizione.

“Le sette e i profeti sorgono spontaneamente dalle profondità della mente egocentrica, mentre la conoscenza scientifica deve venir tramandata di generazione in generazione attraverso un complesso processo formativo che richiede almeno vent’anni. Se i paesi più sviluppati non riusciranno a fornire un’istruzione di qualità per tutti, l’ignoranza e la superstizione cresceranno rapidamente.” .(Cromer 1996)

E sostiene come non sia sufficiente, perché la “civiltà della scienza” continui a esistere, una formazione scientifica “per minoranze privilegiate”, “giacchè anche in America e negli altri paesi altamente industrializzati potrebbero un giorno spengersi le luci” se non si darà luogo ad un serio e impegnativo programma di educazione scientifica per tutti.

Se A.Cromer , fisico americano impegnato in prima persona per il miglioramento dell’insegnamento scientifico negli Stati Uniti e per la diffusione della scienza nel proprio paese, ha lanciato questo grido di allarme, in Italia non si può certo essere più tranquilli e continuare a sottovalutare il fatto dell’ analfabetismo scientifico, diffuso anche fra coloro che  hanno conseguito i più alti gradi di istruzione.

“Non mi parlare di matematica o di fisica: non ne ho mai capito niente!”, si sente dire da molti -spesso anche con una punta di compiacimento- quando si riferiscono alla propria esperienza scolastica.

“Eh, ma quello ha il bernoccolo della matematica”: espressione ricorrente quando si vuole spiegare il successo nell’apprendimento scientifico di qualcuno.

Non ci si vergogna della propria ignoranza, se riferita alla scienza, e si attribuisce a caratteristiche naturali, di lombrosiana, memoria se altri possiedono capacità e conoscenze in ambito scientifico.

Il Progetto Regionale

Il Progetto della Regione Toscana per l’Educazione Scientifica, inserito nel Piano di Indirizzo per il Diritto allo Studio, ha iniziato a navigare nel mare dell’insegnamento scientifico della scuola italiana, per individuare una rotta che possa consentire di prendere il largo verso la realizzazione di una efficace alfabetizzazione scientifica: condizione fra l’altro indispensabile per lo sviluppo della democrazia in una società come la nostra in cui già molte scelte di interesse pubblico richiederebbero, per la formazione corretta di una pubblica opinione, una “mentalità scientifica” diffusa o, più generalmente, l’abitudine ad applicare il pensiero razionale ai fatti della vita.

Queste le coordinate sulle quali si è costruito il Progetto:

·        mettere a fuoco gli elementi che possono definire l’innovazione nell’insegnamento scientifico;

·        coinvolgere nel Progetto le Università toscane , titolari della formazione iniziale degli insegnanti e delle Scuole di Specializzazione, oltre che della Ricerca;

·        coinvolgere nel Progetto i Centri Risorse Educative dei Comuni, là dove esistenti, le associazioni professionali degli insegnanti, l’Istituto Regionale per la Ricerca Educativa (IRRE), l’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa (INDIRE) che ha sede a Firenze, i Gruppi di Monitoraggio, costituiti allo scopo di seguire e supportare il progetto Scienza e Tecnica di iniziativa ministeriale ,presso i Provveditorati della Toscana;

·        reperire nella realtà scolastica Toscana esperienze compiute o in atto che presentino caratteristiche di innovazione , validate dal Progetto;

·        disseminare tali esperienze attraverso la Teleformazione Regionale e l’attività dei Centri Risorse.

La fase iniziale di attuazione ha visto quindi la costituzione nelle aree Firenze-Prato-Scandicci e Pisa-Livorno-Pistoia di due Comitati Scientifici (rappresentativi dei soggetti istituzionali e non coinvolti nel Progetto) .

Sono stati messi a confronto i diversi punti di vista, in relazione anche ai diversi contesti e ordini di scuola in cui l’innovazione nell’insegnamento scientifico può realizzarsi, fino ad individuare i seguenti “criteri di validazione”:

·        approccio fenomenologico-induttivo ai contenuti delle scienze sperimentali proposti nell’esperienza didattica (né libresco, né sistematico deduttivo) , attraverso il quale ricostruire con gli alunni il percorso cognitivo che ha portato a quei contenuti (il metodo);

·        esplicitazione dei “percorsi di apprendimento” in cui l’esperienza didattica si inserisce (non successione casuale di esperimenti): percorsi individuati sulla base dei contenuti epistemologici fondanti questa o quella scienza sperimentale cui l’esperienza didattica si riferisce (il curricolo);

·        introduzione di elementi di concettualizzazione e teorizzazione (la formula, la regola, la legge) come risultato del processo (e non come verità precostituita su cui fare esercizi applicando formule) su cui fare anche esercizi di consolidamento.

Alla luce di essi sono state condotte le successive azioni di: reperimento delle esperienze; esame e validazione (nel polo fiorentino le esperienze esaminate sono state circa trenta e quelle validate tre); traduzione delle esperienze stesse in forma telematica.

Cinque sono ad oggi le esperienze innovative contenute nella Didateca della Teleformazione Regionale (il Progetto si è dato l’obiettivo di portare questo numero a quindici per il settembre 2002): già su questo primo “capitale” accumulato si svilupperanno le azioni di informazione e disseminazione direttamente promosse dalla Regione e previste per il prossimo autunno.

L’accesso gratuito alla Didateca di Teleformazione consentirà ai Centri Risorse dei Comuni, alle scuole e agli altri soggetti partner del Progetto, di promuovere con proprie modalità ulteriori azioni di riflessione e discussione sui materiali di documentazione disponibili in rete, anche coinvolgendo direttamente gli insegnanti protagonisti della produzione di quei materiali.

Tirando le somme

Dal punto di vista della elaborazione e della crescita di una cultura professionale innovativa per l’insegnamento scientifico nelle scuole il Progetto ha messo in rete alcune acquisizioni importanti, su cui può aprirsi la discussione in Toscana fra gli insegnanti, fra le scuole, fra chi più in generale si occupa di formazione:

l’insegnamento scientifico può rappresentare una via privilegiata per la formazione negli individui della capacità d’uso del pensiero razionale;

la scuola, se vuole produrre “apprendimenti significativi” negli alunni, non può separare l’obiettivo dell’apprendimento delle conoscenze scientifiche specifiche da quello della formazione delle capacità razionali (di pensiero) che la comprensione di quelle stesse conoscenze richiede.

 “La scoperta e la comprensione delle regole della realtà naturale non è tanto importante per il repertorio di regole che così viene a costituirsi nella testa di chi apprende, quanto per l’esercizio metodologico costituito dalla pratica di costruzione di rappresentazioni mentali efficienti”(Bernardini 1994).

Il contributo che il progetto regionale intende dare all’innovazione nella scuola, non è tanto quello di entrare nel merito di come debbano essere riorganizzati i contenuti dei curricoli dell’insegnamento scientifico nei diversi ordini di scuola e per le diverse discipline scientifiche, bensì quello di indicare la necessità di un’attenzione al metodo e alla finalità educativa dell’insegnamento scientifico: la formazione di una mentalità scientifica .

La valorizzazione di esperienze che hanno sperimentato con successo possibili metodi per realizzare un’educazione scientifica, mette in circolazione idee e buone pratiche nella direzione di un’alfabetizzazione scientifica diffusa, che sviluppi ulteriormente nel nostro paese “la competizione di menti libere e informate”.

Gigliola Sbordoni Paoletti